venerdì 8 febbraio 2008

Dal Gazzettino nazionale del 1 febbraio 2008

L'emergenza rifiuti in Campania, ...

L'emergenza rifiuti in Campania, che si fa ogni giorno più esplosiva, è una metafora del modello di sviluppo occidentale e del suo possibile, anzi probabile, destino. In genere si addebita la responsabilità di tale emergenza agli amministratori locali, ai governi nazionali, di sinistra o di destra, ai vari commissari straordinari, agli interessi della camorra e allo stesso popolo partenopeo poco incline, per storica indole, all'ordine. E queste responsabilità, naturalmente ci sono. Ma il nocciolo della questione non è affatto qui.
Napoli e la Campania non sono che la punta più evidente e più visibile di un gigantesco iceberg mondiale. Il fatto è che il modello di sviluppo occidentale, nel quale oggi rientrano anche la Russia, la Cina, l'India e tutti i Paesi cosiddetti terzomondisti dov'è penetrata la nostra economia, produce troppo. Tot di produzione vuol dire un altrettale tot di rifiuti. E poichè, come diceva Democrito già nel IV secolo a.C., "in natura nulla si crea e nulla si distrugge" il rifiuto lo si può spostare, lo si può nascondere, come fan i cani nascondendo la loro cacca sotto il tappeto, ma non lo si può eliminare. Un caso classico di occultamento canino sono i termovalorizzatori. Il termovalorizzatore riduce solo apparentemente i rifiuti, in realtà semplicemente li comprime. Come sempre avviene con la tecnologia. La tecnologia comprime in tempi e spazi ridottissimi ciò che la natura elabora in tempi lenti e in spazi ampi. Ma l'energia così compressa rimbalza, prima o poi, come una molla e con la stessa forza che l'ha compressa. Il termovalorizzatore in realtà è un produttore di un concentrato di veleni (la diossina) che rimangono in circolazione per un tempo pressochè eterno, almeno in termini umani. Abbiamo reso la cacca meno visibile, ma non meno insidiosa.
É anche per questo che altre regioni italiane sembrano meno compromesse della Campania. Alcune di queste poi mandano i loro rifiuti in Germania, pagando il servizio a peso d'oro. E cosa fanno i bravi tedeschi? Fanno quello che farebbero i napoletani se solo potessero: scaricano i rifiuti più tossici altrove, sulle coste del Benin e di altri Paesi, troppo poveri e troppo deboli per opporsi al proprio genocidio. Ma prima o poi anche le coste del Benin diverranno sature. E allora tutto il pianeta sarà nelle condizioni in cui sono oggi Napoli e la Campania.
La soluzione sembrerebbe ovvia: produrre di meno. Ma non si può. Questo modello è basato sulle crescite esponenziali. Il che vuol dire che non solo, dio guardi, non può tornare indietro, non solo non può fermarsi, non solo non può rallentare, ma non può nemmeno mantenere, per quanto già vertiginosa, l'attuale velocità ma deve, per sua ineludibile coerenza interna, continuamente aumentarla, altrimenti implode su se stesso. E nessun Paese, preso singolarmente, può sottrarsi a questa folle corsa produttiva, perchè retrocederebbe a livelli considerati intollerabili. Ci vorrebbe una «moratoria mondiale della produzione». Ma chi mai oserebbe nemmeno pensarla? E se mai qualcuno ci pensasse sarebbe sommerso dai frizzi, dai lazzi, dagli insulti, dagli sputi proprio di coloro che lamentano i tumori, le leucemie, le malattie cardiovascolari, quelle respiratorie provocate dall'inquinamento, ma che, in una tragica fagia autodistruttiva, non sognano che di ingurgitare sempre nuovi prodotti, e si considerano poveri se non li hanno, confondendo i bisogni con i desideri che son cosa diversa. Moriremo non perchè poveri, ma perchè troppo ricchi.
Come nella «Grande abbuffata» di Marco Ferreri moriremo soffocati dalla nostra stessa merda. Moriremo come meritiamo. Come merita chi ha dimenticato ogni senso del limite e di sè e lo stesso istinto di sopravvivenza. Amen.
www.massimofini.it

giovedì 7 febbraio 2008

Utile discussione

Allo scopo di dare maggiore enfasi a dei commenti che riteniamo molto interessanti, li promuoviamo a rango di Post.

rinnovamento ha detto...
Visto che è iniziata l'operazione di sbarramento e minimizzazione del problema camion in pedemontana (ed alla stazione di Santa Lucia) vediamo di dare un ulteriore chiarimento numerico.Il premesso di escavazione è di 10.000 q/li/giorno che, per un carico medio di 250 q/li per camion, fanno 40 camion in andata, quindi 80 viaggi al giorno. Questo è vero ipotizzando 5 giorni lavorativi, ma non ci sta scritto da nessuna parte che devono essere contestuali all'escavazione ! Importante è non aprire il cancello, perchè una volta accettato il transito e le sue conseguenze, nessuno impedirà a qualcuno di aumentare la quota giornaliera di escavazione o peggio, di aggiungere dell'altro (vedasi coltivazione Cava Caprioli). Saluti a tutti.

4 febbraio 2008 16.02
Anonimo ha detto...
Concordo con Rinnovamento. in questo momento la attenzione dei cittadini deve essere massima; siamo in una fase in cui forse si puo' ancora fare qualche cosa per cercare una soluzione. Una volta aperte le porte sara' difficile per noi cittadini controllare la situazione e non potremo certo impedire l'utilizzo dello scalo e del percorso ad altre realta' economiche del settore. Alla luce delle proposte tecniche che l'impato di val. ambientale ha offerto per la Pedemontana e Santa Lucia credo ci sarà un peggioramento nella qualità della vita.Noto comunque un calo di tensione da parte del Vs. Comitato, non vi vedo piu' nei giornali. Pausa tattica in attesa degli eventi politici annunciati?Per tornare all'articolo del Gazzettino, mi aspettavo una risposta del Sig. Assessore nei giornali. a quasta sera non ho visto nulla. Qualcuno sa qualche cosa?prego voler pubblicare. grazie

6 febbraio 2008 0.18
Anonimo ha detto...
Scusate se intervengo di nuovo, ma a seguito di attenta lettura dell'art. del Gazzettino ho una strana impressione. Si parla di VIA per Budoia, piano regolatore per viab. alternativa; si integra con la delibera del Consiglio Comunale, che dice no al passaggio dei camion? o stiamo già svicolando? O, spiegatemi, sono strumenti da opporre? Gradirei le opinioni di altri bloggers. Attenzione poi, perche' la vostra "piece de resistance" deve essere Santa Lucia. Una volta che Budoia dota la stazione di protezioni ambientali ed accontenta le case la attorno, la Pedemontana è comunque ko. Non vedo tra i due Comuni e tra i cittadini dei medesimi paesi una unione di intenti, un movimento di opinione compatto, che porti i Vs. amministratori ad una azione comune. sarebbe deleterio che Polcenigo andasse da una parte (soluzione alternativa) e Budoia da un altra. (si allo scalo con protezioni ambientali adeguate).prego pubblicare

6 febbraio 2008 0.41
ramon ha detto...
Non si può fare un distinguo fra i problemi delle singole frazioni o paesi senza tener conto che la viabilità verrà compromessa dal punto di vista ambientale e logistico lungo tutto il percorso pedemontano. Ovvio che i comitati dovranno agire per conto proprio anche se alcune strategie future potrebbero essere concordate. In quanto allo scalo merci di S.ta lucia non lo si ritiene idoneo allo scopo essendo molto vicino a residenze che non avrebbero mai dovuto essere edificate, sopratutto dopo che gli enti sono stati messi a conoscenza di un progetto che ritengo molto importante. Vi è una zona industriale che potrebbe sopperire a ciò e le zone industriali sono state create appositamente per risolvere i problemmi legati alla produzione. Detto questo al di là del fatto che il tragitto prospettato potrebbe essere facilmente modificato senza danneggiare in modo così impattante l'ambiente e risolvendo problemi di viabilità anche di fiaschetti, qualsiasi protezione non sarebbe di certo adeguata a rispettare le norme viigenti d'inquinamento acustico e ambientale, polveri e polveri sottili dato che anche le locomotive non sono elettrificate almeno per ora.C'è il pericolo poi che in un futuro tale scalo possa essere usato per ulteriori scopi che allo stato attuale è difficile prevedere.Vi sono abitazioni ad appena 60 150 mt e lo scalo non è detto che in un futuro possa divenire centro intermodale per la zona industriale budoiese e forse anche di altre realtà. Sarebbe interessante quindi rivedere il progetto con una maggiore lungimiranza e progettazionein modo di non danneggiare cittadini già possessori di beni al 50% dato che il resto fa parte del debito pubblico.

Dal Messaggero Veneto del 6 febbraio 2008

Un camion ogni sei minuti. Insostenibile!

Budoia. Il Comitato dei Cittadini di Santa Lucia di Budoia non molla e finisce in rete. Lancia l'SOS sulla difesa ambientale nella tivù "PNBox".
Consegnata la petizione con 900 firme al presidente del consiglio regionale Alessandro Tesini contro il passaggio dei tir con materiale di cava sull'asse viario Caneva-Santa Lucia, ora i residenti fanno pressing su Internet. "Il nostro impegno per modificare il percorso e la destinazione dei mezzi pesanti, approvato dalla regione con delibera 2863 il 23 novembre 2007, incassa altri consensi - rileva Mario Fucile assieme ai promotori del Comitato - Riceviamo adesioni e sostegno no stop per siglare il documento di autotutela, e si allunga anche la lista degli iscritti al nostro gruppo".
L'80% delle 900 firme consegnate a Trieste è stato raccolto in tempo record tra i residenti di Budoia e Polcenigo. Un altro centinaio dal gruppo del Carroccio locale, circa 50 dagli amici di Grillo e altrettante dagli amministratori di Polcenigo. E, inoltre, atteso per 10 febbraio il parere del legale consultato dal Comune di Budoia e dal sindaco Antonio Zambon per decidere sul discorso al TAR avverso alla delibera regionale.
Le forze politiche e civiche sono d'accordo al no secco sul passaggio degli automezzi pesanti dalla Cava Val Longa alla ferrovia di Santa Lucia trasformata in scalo intermodale "Non è il numero dei camion che ci spaventa - hanno detto alcuni residenti - quanto, piuttosto, il numero dei loro viaggi. Un passaggio ogni 6 minuti è insostenibile sia per la salute sia per l'ambiente. L'attenzione è soprattutto rivolta alla qualità della vita che si teme possa, con il passare del tempo e del traffico, degradare". Chiara Benotti.

domenica 3 febbraio 2008

Dal Gazzettino di Pordenone del 3 febbraio 2008

Lite in giunta, il sindaco zittisce Fregona

Budoia - Non è piaciuta al sindaco di Budoia Antonio Zambon l'uscita pubblica del suo assessore Davide Fregona, con la quale lo stesso chiedeva al sindaco la convocazione di un consiglio comunale, per chiarire i passi dell'amministrazione relativamente a quanto sta facendo per tutelare i cittadini contro il paventato aumento di traffico pesante in pedemontana: «L'assessore è informato su quanto sta avvenendo - dice Zambon - perché ne abbiamo discusso in giunta, ora siamo in una fase istruttoria, nella quale gli avvocati stanno valutando la documentazione in nostro possesso e solo attorno al 10 febbraio, data ultima per la presentazione del ricorso, saremo in grado di sapere se il ricorso al Tar ci sarà o no».
Il sindaco, che garantisce il suo interesse alla tutela dei cittadini del centro pedemontano, spiega come dai documenti progettuali in suo possesso non ci sia il timore di un passaggio consistente di mezzi (non i 200 camion al giorno che cita Lega Nord, ma solo una ventina) e che in ogni caso la delibera della giunta regionale non autorizza al passaggio immediato dei camion: «Ci sono una serie di tutele nei confronti dei cittadini che devono ancora essere messe in campo, come una valutazione di impatto ambientale su Budoia, che fino ad ora non è mai stata fatta, un'eventuale variante al piano urbanistico, per poter realizzare una viabilità alternativa per raggiungere la stazione di Santa Lucia, insomma ci sarà tempo per discutere ancora a lungo del problema».Se un'informazione al pubblico ci sarà dunque, il sindaco conta di farla più avanti, quando il panorama sarà più chiaro anche alla stessa giunta: «Se l'assessore vuole fare assemblee pubbliche - conclude il sindaco attaccando Davide Fregona - le faccia sugli argomenti dei suoi referati: ambiente, rifiuti e sanità, temi sui quali più volte sono stati sollecitati incontri anche dai cittadini».FG

sabato 2 febbraio 2008

Petizione presentata in Regione

Venerdi’ 1 Febbraio 2008 alle ore 13.30, sono state consegnate in Regione, nelle mani del Presidente del Consiglio Regionale Alessandro Tesini, le 900 firme che il Comitato ha raccolto in poco piu’ di 10 giorni.
Dopo le formalità di rito, con la presenza del Consigliere Regionale dei Verdi A. Metz, il tema e le preoccupazioni dei firmatari della petizione, veniva esposto nei punti piu’ salienti.
Il Presidente, dopo alcuni chiarimenti ha assicurato che al piu’ presto sarà attivata la Commissione Consiliare competente per affrontare in una audizione presso il Consiglio Regionale, presenti tutte le parti interessate, un momento di confronto trasparente per eventuali modifiche al percorso.
Sono a questo punto due le opzioni che si sono attivate, considerato che anche il Sindaco di Budoia ha deciso di dare mandato per vedere se esistono i presupposti per un ricorso al TAR.
Ricordiamo che il termine per la presentazione del ricorso scade il 10 Febbraio 2008. Chiederemo al Sindaco, lo stato di fattibilità, e se positivo, lo stato di avanzamento del ricorso, e Vi terremo aggiornati.
Speriamo che alle parole seguano i fatti.
Ringraziamo tutti i cittadini ed i commercianti di Budoia e Polcenigo che hanno sottoscritto la petizione, senza dimenticare gli amici degli altri Comuni che ci hanno dato una mano, permettendoci di mandare un forte segnale alle ns. Autorità Regionali. Attivare punti di raccolta nei due Comuni, ottenere 900 firme, fa capire quanto sensibilità esiste attorno al problema dell’ ambiente in Pedemontana, e soprattutto fa emergere la volontà dei cittadini di essere parte attiva in processi decisionali così importanti.

Un dovuto chiarimento

Dato il continuo rincorrersi di voci tendenti a screditare l’azione del Comitato, intendiamo con questo post fare chiarezza su alcuni punti fondamentali del ns. agire, ad evitare ogni fraintendimento e speculazione.

CAVA VAL LONGA
Il Comitato non si è mai espresso a sfavore della sua apertura. La sua azione non intende bloccarne l'apertura ne impedire i vantaggi economici derivanti.

TRAFICO AUTOMEZZI PESANTI
I numeri che emergono sui mezzi coinvolti non sono univoci, si va da 30 mezzi per 2 viaggi/gg, a 46 viaggi totali, a interrogazioni in Consiglio Provinciale, in cui si riportano dati, secondo i quali potrebbero circolare quotidianamente tra la cava Val Longa di Sarone e la Stazione di Budoia circa 180 camion, in due viaggi di andata e ritorno. (Gazzettino di Pordenone del 13 Gennaio 2008). Il Comitato ed i cittadini in generale, gradirebbero una risposta univoca su questo problema da parte degli enti interessati, essendo l'impatto sul territorio di queste due grandezze ben differente a seconda che si consideri l'una o l'altra.

STAZIONE DI SANTA LUCIA
Il Comitato ha sottolineato come nel VIA n° del 2005 lo scalo medesimo non fosse stato incluso. La Frazione di Santa Lucia si pone quindi domande legittime su quello che sarà l'impatto di tale
attività sia a livello ambientale (polvere-rumore) che a livello socio/economico. Ad es., come sarà caricato il materiale? Si costruirà un impianto al chiuso? Quali sono gli orari di circolazione dei camion? Etc...etc...Attendiamo risposte.

OBIETTIVI
Ricercare un percorso alternativo, meno impattante dal punto di vista ambientale e dal punto di vista economico.
Tanto dovevamo.

venerdì 1 febbraio 2008

A tutti gli utenti

Riceviamo giornalmente dei commenti ai nostri post ai quali vorremmo rispondere in forma privata e non direttamente nel Blog. Anche per gli utenti registrati con un profilo Blogspot non è possibile inviare un messaggio privato.
Vi esorto quindi a continuare a postare i vostri preziosi pensieri (che sono sicuramente utili al dibattito) ma se volete contattarci o proporci collaborazioni, fatelo direttamente attraverso il ns. indirizzo di posta elettronica comitato.santalucia@libero.it, il modo tale che il reply sia possibile.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che ci stanno sostenendo.