mercoledì 27 febbraio 2008

Dal Gazzettino di Pordenone del 27 febbraio 2008


Amianto, assemblea sulla discarica.

Porcia - L'amministrazione comunale informa che stasera (alle 20.30) nell'auditorium "Diemoz" del Centro socio-assistenziale si terrà un'assemblea pubblica sulla discarica che sorge in località Croce Vial. Null'altro viene aggiunto nella laconica locandina che campeggia nelle bacheche comunali. Il riferimento è comunque alla prossima apertura (presso la ex cava Dell'Agnese) di una discarica per l'amianto (della capacità di 100mila metri cubi). Nel corso dell'incontro pubblico saranno date le informazioni utili allo smaltimento del famigerato eternit, oltre che resa nota la tipologia dell'impianto. L'impianto è osteggiato da oltre un migliaio di residenti della zona.
La discarica è già stata realizzata dalla General Beton di Cordignano (proprietaria dell'area e gestrice dell'impianto) ma non è ancora entrata in servizio. Ciò potrà avvenire solo dopo che la Regione avrà rilasciato la cosiddetta "Autorizzazione integrata ambientale" (Aia), provvedimento che autorizza l'esercizio. «Il decreto Aia non è stato ancora rilasciato» precisano dagli uffici preposti della Regione.
La ditta ha con largo anticipo informato la potenziale utenza. Infatti, nell'ultimo numero del semestrale "General Beton News" (uscito a ridosso di Natale) compare un articolo promozionale dal titolo "Lo smaltimento dell'amianto, in apertura nel Triveneto la prima discarica sicura e pulita". Nel testo si legge che "nel comune di Porcia è stato realizzato un centro di smaltimento per le lastre e per i rivestimenti in amianto, nel rispetto assoluto delle disposizioni legislative a salvaguardia dell'ambiente, in grado di offrire tutte le garanzie contro i rischi di inquinamento. Si tratta della prima discarica operante in Italia, con le caratteristiche previste dalla nuova legge in materia. È stata realizzata dalla General Beton Triveneta per consentire alle aziende che si occupano della bonifica dell'amianto di smaltire qui in Italia il materiale bonificato. Finora - si legge ancora - chi operava in questo settore doveva assumersi l'onere di costosi trasporti verso le discariche francesi, austriache o tedesche, in quanto le direttive europee richiedono che i manufatti che contengono amianto vengano smaltiti in appositi siti, espressamente attrezzati per evitare qualsiasi tipo di contaminazione, a salvaguardia dell'ambiente e della salute dei cittadini". In calce all'articolo sono aggiunti i recapiti telefonici (fisso e cellulare) dell'azienda per ottenere ulteriori informazioni.
Dario Furlan

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